
“Un goloso topolino”
C’era un topolino, simpatico e piccolino,
gli piaceva la marmellata, dolce, mora oppure ambrata;
un dì nella dispensa vide, un vasetto aperto, rimase assai sconcerto,
ne usciva un delizioso profumino… e lui stregato, ne assaggiò un tantinino.
Ma la gatta sorniona che sembrava addormentata,
si accorse del topino che mangiava la marmellata.
Si riunì tosto il Gran Consiglio… di gatti, topi ed un coniglio.
“In esilio devi andare e mai più devi tornare”…
fu annunziata la sentenza, senza un poco di clemenza.
Così mogio, e lemme lemme se ne andò pian pianino
non si voltò, né fece lor l’inchino.
I gran toponi, tracotanti e crapuloni,
banchettaron con salumi e provoloni;
e furon ben contenti d’aver raggiunto i lor intenti
d’essersi sbarazzati dell’intruso topolino dal simpatico musino.
Ma attento vigilava un robusto cagnolone….
che per lo sfortunato amico aveva gran venerazione,
si mise forte a ringhiare ed i denti a digrignare…..
ed in aria, li fece tutti volteggiare.
Il topolino a lungo girovagò, macilento ed affamato,
alfin giunse in un caseggiato,
dove di animali ce n’eran tanti….. in pace, felici e tutti festanti.
Rimase in quel posto ameno…. e visse a lungo assai sereno,
e non scordando l’amico cagnolone,
ogni tanto lo andò a trovare e giocare con lui allo scopone.
Recita la parabola:
“Perché guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello,
e non ti accorgi della trave che è nei tuoi occhi?”
Amici, la morale forse è quella…..toc e dai la zirudella.
Mauro Fiumi Giugno 2018