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All'inizio del '600 Enea Magnani iniziò la trasformazione in residenza padronale di un piccolo edificio rustico, esistente sulle antiche proprietà di famiglia, Soggetto a molte modifiche nel corso dei secoli e recentemente restaurato, l'edificio è caratterizzato da una loggia passante. All'interno si segnalano fregi pittorici al piano nobile e soffitti tassellati. Degno di interesse il disegno del giardino tracciato alla fine delll'Ottocento da Ernesto Sambuy, lo stesso progettista dei Giardini Margherita a Bologna. Grande spazio a ridosso del torrente Lavino purtroppo danneggiato gravemente nel periodo di occupazione tedesca della villa.